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La settimana della storia

Segnalo a tutti gli interessati un evento organizzato a Roma riguardante la comunicazione politica. Si chiama “La settimana della storia” si tiene presso l’Ara Pacis dal 21 a 27 maggio e tema della mostra è: Chiedere il voto. Propaganda e comunicazione politica nell’Italia repubblicana. Sono previsti anche degli incontri sul tema. Per qualsiasi informazione vi rimando al sito della manifestazione.

Per leggere articoli sull’argomento: RomaSette e Il Messaggero.

In un intervista rilasciata il 17 maggio al settimanale bolognese La Stefani, Cristian Vaccari spiega quali sono i contro della ricandidatura di Guazzaloca a sindaco di Bologna alle elezioni del 2009.

Lo studioso di campagne elettorali sottolinea inoltre l’importanza delle primarie, come palestra per testare il funzionamento della propria organizzazione.

Infine Vaccari parla dell’importanza di Internet all’interno delle campagne elettorali, soprattutto per la sinistra che dovrà modificare la sua strategia online.

«La Rete può essere d’aiuto se ci si investe per tempo. Se il sito non è un volantino, ma uno strumento di interazione con gli elettori».

Durante la sua campagna per le elezioni a sindaco di Palermo, Diego Cammarata ha fatto un intenso uso di Internet. Oltre al suo sito ufficiale, il candidato della Cdl ha aperto un suo blog personale, e ha anche sfruttato strumenti innovativi, come Twitter, Youtube, e le mappe di Google, per geolocalizzare gli interventi del suo governo sul territorio di Palermo.

Proprio il suo blog personale, è stato oggetto di una piccola polemica. Questo infatti sembrava essere stato chiuso poco ore dopo la chiusura dei seggi e l’avvenimento è stato riporatato anche dal blog di Massimo Mantellini che così notava:

Veloce come il vento, ad urne ancora calde, il blog del neosindaco di Palermo Diego Cammarata e’ stato chiuso. Non oso pensare cosa ne sara’ del suo canale su Twitter.

In seguito si è invece scoperto che il neosindaco di Palermo aveva pubblicato sul suo blog i risultati elettorali prima ancora che uscissero sul sito del comune e questo ha portato a un numero tale di accessi da provocarne la chiusura.
Quindi il suo blog è ancora online anche se, dal giorno delle elezioni, Cammarata non lo ha più aggiornato. Ha invece continuato sfruttare canali come Youtube, dove ha pubblicato un video di ringraziamento ai frequentatori del suo blog.

E Twitter come strumento di micro-comunicazione. Infatti ieri si è palesato con questo avviso:

18 maggio – 13.17 – Sono giorni di fitti impegni. Stiamo lavorando per costituire la Giunta Comunale. A breve pausa per un pranzo veloce

“La Lombardia del sud” (come ama chiamarla Silvio Berlusconi) ha ancora una volta regalato alla Casa delle Libertà grandisse soddisfazioni. La Sicilia si è riconfermata una regione di centro-destra e un ricchissimo bacino di voti per Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udc.

Questo è stato per Silvio Berlusconi un test nazionale che, come ha detto da una convention elettorale tenutasi a Milano il 14 maggio, fornisce “Un messaggio inequivoco: è un’intimazione di fine al governo Prodi”. Insomma la storia si ripete. Da qualche anno a questa parte qualsiasi tipo di elezione amministrativa viene presa come un prova della tenuta del governo in carica in quel periodo.

Nel caso siciliano però ci sono le dovute cautele da prendere. In primo luogo la Sicilia ha sempre avuto un orientamento di centro-destra, quindi questo risultato era ovviamente atteso da entrambe le parti. In secondo luogo le elezioni locali si muovono su dinamiche un po’ diverse da quelle nazionali, soprattutto nei piccoli centri. Infatti il voto a questo o quell’altro candidato può essere dato anche secondo logiche di conoscenza personale che non sempre rispecchiano il voto ideologico della persona.

Detto questo però bisogna ricordare che a breve ci saranno le amministrative in molti altri comuni e province d’Italia. In questo caso forse una vittoria schiacciante del centro-destra potrebbe essere letta come un malcontento più generale nei confronti dell’attuale maggioranza. Attendiamo quindi la cosiddetta prova del nove. 

Beh forse per coloro che ci credono ancora un’espressione del genere può risultare un po’ forte…è forte anche per me che continuo a sperare di vedere nascere questa legge. Le ultime vicende pero stanno vedendo la mia speranza infrangersi contro un muro di contraddizioni. E’ stato il Family Day ad uccidere i Dico? Forse! Ma secondo me la loro morte è di molto precedente ed è legata alla presenza di forze interne alla maggioranza che hanno fatto di questo provvedimento uno strumento di ricatto per minacciare la stabilità del governo.

Di sicuro un milione e mezzo di persone in piazza hanno dato il colpo di grazia ai Dico e la mancanza di polso del governo, che permette alle piazze di scannarsi senza avere il coraggio di porre la questione di fiducia in materia, ha fatto il resto.

Intanto Fassino annuncia che manderà una delegazione dei Ds a sostenere i Dico al Gay Pride del 16 giugno. Altro provvedimento questo che probabilmente infiammerà le piazze…ma a che pro? Infatti la coerenza dei Ds nel sostenere i diritti delle coppie di fatto avrebbe dovuto portarli anche in Piazza Navona il 12 maggio. C’è il rischio, a mio avviso di strumentalizzare una piazza importante, come quella del Gay Pride, radicalizzando ancora di più lo scontro all’interno della maggioranza, senza che questo porti realmente a qualcosa.

Intanto in materia di Dico e di adozioni da parte delle coppie gay oggi sul Corriere della Sera è apparsa una bella intervista a Nichi Vendola, il Presidente della regione Puglia.