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Il 10 giugno si terranno in Belgio le elezioni politiche nazionali. L’analisi della situazione politica belga (per approfondimenti clicca qui)ha fatto emergere un paese in cui i partiti sono molto radicati sul territorio. Talmente radicati da avere partiti differenti nelle differenti regioni.
Questa situazione ha ovvimente delle forti ripercussioni nelle campagne elettorali, soprattutto nell’adozione delle strategie sul web.
Dall’analisi e dal confronto dei partiti del Belgio è emerso che il sito Internet viene utilizzato unicamente come vetrina dell’offerta politica. Poca interattività e poco coinvolgimento degli elettori che utilizzano la rete.
Vediamone alcuni esempi.
La maggior parte dei partiti presenta un sito piuttosto istituzionale. Qualche video degli appuntameni elettorali, qualche foto, ma è praticamente nullo l’uso di strumenti come social networks, blog, o siti dei candidati. E’ questo il caso di Vlaams Belang (nazionalisti di estrema destra), Parti socialiste belge (socialisti), Ecolo, Centre démocrate humaniste (riformista cristiano), Mouvement réformateur (moderati), Front démocratique des francophones (moderati), Mouvement des citoyens pour le changement (liberaldemocratici), Union des francophones, Christlich Soziale Partei (cristiano sociali), Partei für Freiheit und Fortschritt (destra autonomista), Vlaamse Liberalen en Democraten (liberaldemocratici).
In questo panorama alcuni partiti rappresentano un eccezione. E’ il caso del Christen-Democratisch en Vlaams (destra cattolica), che sfrutta Youtube all’interno del suo sito, ed è il caso anche del Nieuw-Vlaamse alliantie (nazionalisti fiamminghi), che oltre a usare Youtube, ha inserito all’interno del sito il link a un blog collegato a un parlamentare del partito, Bart De Wever.
Il blog è sfruttato anche da un altra forza politica, Groen! (verdi), che però ha fatto una scelta un po’ diversa. Ha infatti dato la possibilità ai suoi candidati di aprirsi un blog personale. Inoltre ha deciso di creare, accanto al sito istituzionale arricchito con video su Youtube, un sito ad hoc per la campgna elettorale.
Stessa scelta è stata fatta anche da altri due partiti dell’area fiamminga e sono SPIRIT (socialdemocratici) e Sociaal Progressief Alternatief (riformisti). Le due forze politiche hanno ciascuna un sito istituzionale e insieme hanno aperto un sito per la campagna elettorale, che però non presenta tratti interessanti.
Unica voce fuori dal coro, in fatto di personalizzazione della politica, è il partito del carismatico e dibattuto leader Jean Marie Le Pen, Front national (destra estrema e xenofoba). Il sito di questo partito è quasi intermante centrato sul suo leader. Permane comunque la carenza i strumenti come social networks e blogs.
In un intervista rilasciata il 17 maggio al settimanale bolognese La Stefani, Cristian Vaccari spiega quali sono i contro della ricandidatura di Guazzaloca a sindaco di Bologna alle elezioni del 2009.
Lo studioso di campagne elettorali sottolinea inoltre l’importanza delle primarie, come palestra per testare il funzionamento della propria organizzazione.
Infine Vaccari parla dell’importanza di Internet all’interno delle campagne elettorali, soprattutto per la sinistra che dovrà modificare la sua strategia online.
«La Rete può essere d’aiuto se ci si investe per tempo. Se il sito non è un volantino, ma uno strumento di interazione con gli elettori».
Durante la sua campagna per le elezioni a sindaco di Palermo, Diego Cammarata ha fatto un intenso uso di Internet. Oltre al suo sito ufficiale, il candidato della Cdl ha aperto un suo blog personale, e ha anche sfruttato strumenti innovativi, come Twitter, Youtube, e le mappe di Google, per geolocalizzare gli interventi del suo governo sul territorio di Palermo.
Proprio il suo blog personale, è stato oggetto di una piccola polemica. Questo infatti sembrava essere stato chiuso poco ore dopo la chiusura dei seggi e l’avvenimento è stato riporatato anche dal blog di Massimo Mantellini che così notava:
Veloce come il vento, ad urne ancora calde, il blog del neosindaco di Palermo Diego Cammarata e’ stato chiuso. Non oso pensare cosa ne sara’ del suo canale su Twitter.
In seguito si è invece scoperto che il neosindaco di Palermo aveva pubblicato sul suo blog i risultati elettorali prima ancora che uscissero sul sito del comune e questo ha portato a un numero tale di accessi da provocarne la chiusura.
Quindi il suo blog è ancora online anche se, dal giorno delle elezioni, Cammarata non lo ha più aggiornato. Ha invece continuato sfruttare canali come Youtube, dove ha pubblicato un video di ringraziamento ai frequentatori del suo blog.
E Twitter come strumento di micro-comunicazione. Infatti ieri si è palesato con questo avviso:
18 maggio – 13.17 – Sono giorni di fitti impegni. Stiamo lavorando per costituire la Giunta Comunale. A breve pausa per un pranzo veloce
L’annuncio della sconfitta di Ségolène Royal è arrivato ancora prima che in Francia si chiudessero le urne. La reazione della candidata socialista non si è fatta attendere, apparendo, poco dopo le 20.00, sulle principali reti nazionali e non, e ringraziando i suoi elettori per il supporto datogli in questa campagna elettorale. Un enorme foto di Ségolène Royal con un messaggio di ringraziamento ai suoi elettori è comparso anche, a poche ore di distanza, sulla home page del suo sito Internet, desirsdavenir.
La consuetudine di avere un sito ufficiale del candidato, per qualsiasi elezione di tipo e grado, è cosa ormai nota in molti paesi europei, anche se in netto ritardo rispetto agli Stati Uniti. Non stupisce quindi che anche la candidata socialista all’Eliseo abbia adottato questo mezzo nella sua campagna e la sua importanza è diventata paradossalmente evidente proprio a conclusione dell’intensissima battaglia per la presidenza della Repubblica.
Su quest’ultimo atto della campagna della Royal si possono fare almeno un paio di riflessioni. La prima è che risalta l’importanza delle rete all’interno della campagna elettorale come strumento per raggiungere i propri elettori. L’altra riguarda invece nello specifico l’immagine della candidata socialista. La sua campagna infatti ha puntato molto sul suo essere donna. La sua femminilità è emersa in maniera prorompente in ogni sua azione e quindi anche all’interno del suo sito a partire dal logo.
Questo può essere considerato un pregio, sull’onda anche della campagna per le primarie di Hillary Clinton, ma anche un difetto perché ha portato in secondo piano le cosiddette policy issues che tanta importanza hanno per gli elettori. Ne è risultata una campagna a tratti poco propositiva e addirittura troppo immobile e questa immobilità si è riflessa anche sul suo sito internet. Troppo pieno, troppo scritto e a tratti poco immediato.
Come nota positiva invece va evidenziata l’importanza data ai blog, che col passare del tempo stanno diventando un strumento di notevole importanza all’interno delle competizioni elettorali. La Royal ha infatti aperto un suo blog, segosphere, le cui parti principali sono i video, che rendono conto di tutti i suoi appuntamenti elettorali, e un forum a cui tutti possono prendere parte. A testimoniare ulteriormente l’importanza di questo strumento, sull’home page del sito di Ségolène Royal troviamo anche una top five dei blog, riguardanti le elezioni, giudicati più interessanti dai suoi visitatori.
Concludendo quindi si può affermare che la campagna elettorale francese ha guardato molto al modello americano e ha compreso l’importanza delle nuove tecnologie come strumento per raggiungere gli elettori, ma soprattutto come mezzo che consente di parlare con la gente e di tastare il polso di una certa parte dell’elettorato sempre più numeroso, “quello che naviga” . L’attenzione data ai blog e allo strumento del video testimoniano la volontà di un utilizzo del web non semplicemente come vetrina della propria offerta politica, ma come strumento di comunicazione con l’elettorato.






